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I miei ultimi percorsi

Bernina e Maloja

Il mio ultimo giro mi ha portato a scalare il Bernina sul versante della ValPoschiavo, partendo da Tirano a 450 slm per giungere al passo a 2330 metri. Un'ascensione di quasi 1900 metri, lunga 34 km. La salita si snoda su un percorso vario che nel primo tratto affronta la salita che da Campocologno porta fino a Miralago passando per Brusio, con il suo caratteristico elicoidale del Trenino rosso del Bernina. Raggiunta la sommità si costeggia sulla sinistra il lago di Poschiavo per poi giungere a Le Prese e da qui con lungo e facile pianoro si percorre la valle fino a Poschiavo. Passato l'abitato della cittadina, la strada riprende a salire, dapprima dolcemente, fino a San Carlo, dove si oltrepassa passaggio carrabile molto particolare; subito dopo la strada piega sinistra e inizia la salita costante fino al passo. Dopo circa 8 km si raggiunge Sfazù da cui si diparte la Val di Campo; la strada si arrampica tagliando da destra a sinistra la montagna che chiude la valle. Dopo alcune curve e due tornanti che permettono di rifiatare, si raggiunge la località La Rosa. Un tratto pianeggiante che fa divide la salita tra la parte dentro la valle e quella di alta quota. Dopo meno di 2 km si giunge al bivio per il passo della Forcola (2315 slm) che svoltando a destra permette di raggiungere Livigno e l'Italia. Piegando verso sinistra la strada continua a salire e si susseguono una serie di curve e tornanti che non lasciano tregua, ma fanno guadagnare quota abbastanza rapidamente, mentre la vegetazione scompare. Dopo l'ultimo tornante, quando il passo che è sempre rimasto in vistasi nasconde agli occhi dei ciclisti, troviamo una casa cantoniera posta sulla destra. Da questo punto la strada taglia da destra a sinistra la montagna portando a scollinare a 2330 metri. Dalla sommità del passo si apre una vista incantevole verso la valle di Poschiavo e vero i laghi Bianco e Nero che caratterizzano il panorama ai piedi del ghiacciao del Bernina. Dopo la foto di rito si scende verso Pontresina dapprima lambendo le stazioni di partenza delle funivie del Diavolezza e de Lagalb che permettono di raggiungere i rispettivi ghiacciai. La strada prima di raggiungere la quota in cui ricompare la vegetazione permette di osservare il panorama del ghiacciaio del Morteratsch. Subito dopo aver attraversato i binari del Trenino rosso, la strada piega in due tornanti e si spiana dolcemente fino alle prime case alle porte di Pontresina da cui parte la funicolare di Mottas Muragl. Velocemente si scende fino a centro di Ponrtesina per poi proseguire verso Samedan alle cui porte si piega verso sinistra per dirigersi verso Sankt Moritz. Costeggiando il primo lago si raggiunge la località di Bad; si prosegue tenendo la destra e si raggiunge il secondo lago che è sempre caratterizzato da un vento che soffia da ovest a est, tanto amato dagli amanti del windsurf e del kysurf quanto odiato dai cisclisti che devono mettere a dura prova la loro resistenza alla fatica. Circa a metà lago si incontra Silvaplana, località importante perché da qui parte, salendo verso destra, lo Julierpass. Passato il secondo lago si giunge a Sils. Ormai la maggior parte della valle engadinese è stata percorsa e mentre compaiono le prime indicazioni sulla distanza che separa da Chiavenna, la strada che costeggia il lago interrompe la monotonia del falsopiano che l'ha caratterizzata per inserire delle piccole salite e discese che fanno cambiare il ritmo e interrompono il flusso del vento. Si è ormai giunti in prossimità di Maloja, località posta alla sommità dell'omonimo passo che viene imboccato dopo aver svoltato verso destra al centro della località svizzera. Dopo poche decine di metri la strada inizia a scendere dolcemente offrendo di fronte allo storico Kulm di Maloja una delle più straordinarie viste da un passo alpino. Si vede snodarsi in una sequenza ininterrtta di tornanti la storica strada che collega l'Engadina e la Valchiavenna. La discesa rapida dentro il toboga di tornanti necessita di attenzione, soprattutto se la presenza di traffico rende meno scorrevole il succedersi delle curve. Ai piedi del versante appena sceso la strada spiana e si inizia a percorrere la suggestiva valle Bregaglia che da Casaccia porta fino a Castasegna. Dalla dogana si scende passando di fronte alle cascate dell'Acquafraggia per poi giungere dopo aver attraversato Prosto di Piuro a Chiavenna. La parte più avvincente dell'itinerario è ormai terminata e restano i ricordi dei tanti km (107) e degli incantevoli panorami che hanno costellato la salta e la discesa del Bernina, l'attraversamento delle valli Poschiavo, Engadina e Bregaglia.

La salita del Gavia

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